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ALESSANDRIA

E gira la terra... Amici

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Ho fatto una promessa ad un nuovo amico, a dei nuovi amici, ed eccomi qui. A parlare di qualcosa di speciale. Ho fatto un corso di due giorni, un altro, non voglio correre il rischio di annoiarmi, evidentemente; due giorni intensi, da stacanovisti. Ero ben disposta, perché sono curiosa, e le cose nuove mi attirano come una calamita. Relatore è stato un distinto signore francese, che ha parlato rigorosamente in francese per 48 ore, senza soluzione di continuità, unico tramite ed aiuto prezioso è stata una traduttrice, ma è riduttivo chiamarla così, che ci ha consentito di capire ed appassionarci. Ma la magia, quella che si insinua e ti coglie innocente come un bambino, è stata la vera protagonista; il nostro distinto relatore è diventato un capitano. E’ stata la magia di un’emozione condivisa che ci ha preso per mano senza darci il tempo di rifiutarla. Ho conosciuto persone di cui fino a quel momento ignoravo l’esistenza, ma i loro racconti mi emozionavano come quelli degli amici di vecchia data. Ho sentito le lacrime bruciare gli occhi, mentre Daniel parlava del suo figliolo, Jonathan come il mio; e lui stesso con i suoi occhi lucidi commuoveva tutti. Un gruppo variegato, regioni e Paesi diversi, ma un solo grande scopo. Ho capito che un amico non è vecchio o nuovo, se lo eleggi con il cuore è un amico e basta, perché i brindisi, le risate, le lunghe ore di lavoro, chi hanno accomunato come dovrebbe sempre succedere, senza invidia o prevaricazione. Mentre ascoltavo i racconti degli altri, io ero gli altri. La voce rotta dall’emozione era la mia voce; nella sala non si è mai interrotto, impalpabile e tenace al contempo il desiderio di far parte. Il nostro ospite, con il viso da caratterista, da attore di teatro d’essai, ci ha intrattenuto con una maestria senza eguali; mai un calo di tono, di attenzione. Ci ha condotti in porto come un capitano, sicuro della rotta, indulgente con le nostre lacune. Siamo stati naviganti, due giorni fra le onde del sapere che non sapevamo, ma con le scialuppe della sua conoscenza. Ci ha condotti in porto. Ora ognuno di noi è il capitano della sua nave, e mette a disposizione dei naviganti le scialuppe del suo sapere. Ho imparato, se già non lo conoscevo, il senso dell’amicizia, che dà e non chiede, non chiede niente. Questo scritto è dedicato. Al nostro capitano, Daniel, e alla sua ciurma, ai miei improvvisati compagni di viaggio. Grazie a tutti, e continuiamo a guardare le stelle, per trovare la rotta.

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Autore:tvl

Pubblicato il: 25 Gennaio 2016

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