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ACQUI TERME

Proteste strumentalizzate? I consiglieri del PD non ci stanno

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«Da circa un anno evidenziamo come nei riguardi della nostra Provincia il piano regionale di riorganizzazione della rete ospedaliera, sia parzialmente migliorabile in alcuni aspetti specifici; contrariamente a quanto sta passando nell’opinione pubblica, i buoni risultati che stanno arrivando in questo ambito sono dovuti ad un intenso dialogo sempre produttivo con l’Assessorato alla Sanità» Per i consiglieri regionali PD, Walter Ottria e Domenico Ravetti, il dialogo tra Regione e Provincia, nell’accezione geografica, è migliorata. E poi criticano la manifestazione organizzata dal sindaco di Acqui che ha portato 500 acquesi sotto le finestre del Consiglio Regionale a protestare per il depotenziamento dell’ospedale. «Il tavolo di lavoro ha lo scopo di trovare un giusto compromesso tra il fabbisogno di salute dei cittadini acquesi, in relazione soprattutto all’estensione e alla geografia del loro territorio, e la disastrosa situazione dei conti che la Regione ha ereditato dalla Giunta Cota (Lega Nord e Forza Italia), situazione che aveva già portato alla chiusura di alcuni reparti. A quale gioco sta giocando il Sindaco di Acqui, Bertero? Vuole davvero difendere la salute dei cittadini o il suo vero scopo è di attaccare con ogni pretesto la Giunta Chiamparino ed i consiglieri regionali PD? Il sindaco Bertero non ha mai protestato laddove la precedente Giunta ha chiuso il Punto Nascite dell’Ospedale di Acqui Terme, riscoprendosi difensore dei deboli solo quando il colore della Giunta è cambiato. Un’ultima puntualizzazione: martedì 9 scorso la delegazione di Sindaci e cittadini è stata ricevuta come da prassi durante la pausa dei lavori, anzi anticipando la stessa di circa 15 minuti; il Consiglio Regionale era impegnato nella discussione di un’importantissima legge sulla violenza femminile e per questo motivo, a differenza dei colleghi consiglieri di opposizione non ci è stato possibile lasciare l’aula. Anche solo dal punto di vista dei numeri infatti chi appartiene alla maggioranza ha il dovere di rimanere al proprio posto per evitare che venga a mancare il numero legale, con conseguente interruzione o sospensione dei lavori».

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Pubblicato il: 22 Febbraio 2016

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