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CAMAGNA MONFERRATO

Camagna vuole incorporarsi a Casale, "ma a quale prezzo?"

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Il Comune di Camagna vuole unirsi a quello di Casale, accorpamento possibile per i piccoli comuni. Diventerebbe così una frazione della "capitale" del Monferrato, perndo la propria autonomia e, qualcuno dice, anche la propria storia. Il campanilismo che contraddistingue la storia dell'Italia si manifesta anche qui, tra le colline, dove un gruppo di paesani non vede di buon occhio l'accorpamento. "E' difficile comprendere perché dobbiamo vedere inglobato il paese in cui siamo nati, cresciuti, che è una parte di noi, in una realtà come quella di Casale che con noi non ha nulla a che spartire. Già solo questo dovrebbe imporre una riflessione e una presa di coscienza in chi ci amministra. Ci verrebbe quasi da dire: "Come vi permettete? Come osate distruggere un Comune che altri amministratori hanno governato con orgoglio da più di un millennio?", scrivono, ricordando che sì, l'unione fa la forza, ma a che prezzo? Al prezzo dell'indipendenza: "un incorporato evidentemente non ha gli stessi diritti. E' un po' come se invece di entrare a far parte dell' Unione Europea, l'Italia fosse stata incorporata alla Francia. Perché allora fare una scelta simile? L'unica risposta che è stata data è che si fa per i soldi. Ora, ammesso che arrivi qualche denaro, cosa si potrebbe fare con questi soldi? Niente. Proprio un bel niente, perché non avremmo più la completa autonomia decisionale. Si dipenderà da Casale, e bisognerà andare ad elemosinare per avere quei servizi che oggi già abbiamo e che funzionano a dovere. Lo scopo della legge Delrio è quello ovviamente di ridurre i costi. Va da sè che dopo i primi anni i servizi offerti al paese incorporato dovranno essere ridotti, altrimenti verrebbe meno lo scopo. Alcuni potranno pensare che la scelta sia inevitabile per le condizioni in cui versa il Comune. Neanche questo è vero perché il Comune ha chiuso con un attivo di circa venticinquemila euro. Resta senza risposta anche il perché di un interesse di Casale a questa fusione. Aumenterebbero senz'altro i costi per la città. Dobbiamo pensare che tutto questo sia fatto solo per ottenere un piccolo logo Unesco da esibire? Inoltre il processo per legge deve avvenire con un referendum che ha un costo stimato in centinaia di migliaia di euro!! Ne vale la pena?".

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Pubblicato il: 04 Febbraio 2016

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