Orrore in via G. Bruno ad Alessandria: sporcizia e degrado in una palazzina

Una segnalazione dei residenti ha riportato alla luce una realtà da incubo in via Giordano Bruno, all’interno di una palazzina abbandonata già nota alle cronache per incendi, degrado e clandestini.
L’odore nauseabondo che investe chiunque vi entri è il primo biglietto da visita di un inferno fatto di sporcizia, feci lasciate sul pavimento, giacigli improvvisati, resti di cibo, cumuli di rifiuti e biciclette probabilmente rubate.
Ambienti saturi di tanfo, stanze occupate abusivamente da clandestini e forse subaffittate a pochi euro al giorno, letti sfatti, pasta cucinata di fresco, birre vuote e narghilè lasciano intuire un’umanità sfruttata e dimenticata, costretta a vivere in condizioni subumane.
Tra gli occupanti emergono figure umili e impaurite, uomini e forse anche donne che sopravvivono in un contesto che ricorda le baraccopoli del terzo mondo, dentro una casa che si affaccia paradossalmente su una delle viste più suggestive della città.
I residenti parlano di un continuo viavai di persone e di paura, mentre le istituzioni sembrano assenti, incapaci di garantire dignità a chi vi abita e sicurezza a chi vive attorno.
L’orrore documentato non è soltanto un problema di decoro urbano ma il segno tangibile di una gestione fallimentare di una politica incontrollata di immigrazione forzata e facilitata.
Anzi di una mancata politica seria, gestita in modo razionale e al fine di averne un beneficio come nazione.
In realtà situazioni come queste, che stiamo documentando e che ha trasformato un palazzo in un inferno sociale, un luogo dove disperazione e degrado ce ne sono un’infinità nel nostro ex bel paese.
La domanda tra cumuli di sporcizia e fumo di incendi è la più semplice e la più diretta: fino a quando si potrà permettere un simile spettacolo di miseria nel cuore dell’Italia?

Vanni CENETTA

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