Beatrice Fadin, dalla finanza internazionale alla libertà del lavoro online: «Oggi vivo una vita che sento davvero mia»

A volte una carriera di successo non basta. Uno stipendio elevato, incarichi prestigiosi e opportunità internazionali possono rappresentare un traguardo ambito, ma non sempre coincidono con la realizzazione personale. È il percorso vissuto da Beatrice Fadin, 34 anni, che dopo una brillante esperienza nel settore finanziario tra Milano, Londra e Lussemburgo ha scelto di cambiare radicalmente direzione, trasformando il lavoro online in una professione e in un progetto imprenditoriale.

La sua storia, recentemente raccontata anche dalla rivista Story Time, è quella di una giovane professionista che ha deciso di mettere in discussione il modello tradizionale di carriera per costruire un’attività fondata su autonomia, flessibilità e crescita personale.

Dopo gli studi in Scienze Politiche all’Università del Piemonte Orientale di Alessandria, Fadin consegue la laurea in Economia a Torino e si inserisce rapidamente nel mondo della finanza. Il suo percorso professionale prende forma all’interno di una multinazionale attiva nella gestione del risparmio e dei fondi di investimento. Un’esperienza che la porta a lavorare per circa sette anni nel settore, inclusi due trascorsi a Londra.

«Come tanti ragazzi della mia generazione ero cresciuta con il mito del posto fisso», racconta. Una carriera che dall’esterno appariva ideale: responsabilità crescenti, retribuzioni importanti e un contesto internazionale. Eppure, dietro quel percorso apparentemente perfetto, iniziava a emergere un senso di insoddisfazione.

«Quando mi sono trasferita a Londra guadagnavo quasi tre volte rispetto all’Italia e pensavo di essere arrivata. In realtà mi sentivo vuota. Non era una questione economica. Cercavo più libertà e più tempo per me stessa».

La svolta arriva durante il periodo della pandemia. Come per molte persone, il Covid rappresenta un momento di riflessione profonda. Beatrice trascorre quel periodo a Tenerife lavorando da remoto. Il contesto cambia totalmente: il mare davanti agli occhi, una diversa gestione delle giornate e la possibilità di lavorare senza essere legata a un ufficio.

È in quel momento che comprende di non voler più tornare alla vita professionale di prima. Né a Milano, né successivamente in Lussemburgo. Nasce così la domanda che cambierà il suo futuro: è possibile costruire una professione che garantisca indipendenza geografica e qualità della vita?

La risposta arriva attraverso il mondo delle vendite online. Dopo una prima esperienza nel network marketing, un mentore le propone di intraprendere il percorso di closer, figura ancora poco conosciuta ma sempre più richiesta nell’economia digitale.

Il ruolo del closer consiste nell’accompagnare il cliente nella fase conclusiva del processo di vendita. Si tratta di una consulenza commerciale specializzata in prodotti e servizi ad alto valore, come programmi di formazione, percorsi di benessere, consulenze finanziarie o servizi per la nutrizione. Il professionista interviene quando il potenziale cliente ha già manifestato interesse, chiarisce eventuali dubbi e lo aiuta a prendere una decisione consapevole.

Per Beatrice si tratta inizialmente di una scommessa. «La mia prima domanda fu semplice: potrò davvero arrivare a guadagnare quanto in una banca d’investimento? Ma soprattutto volevo mantenere quella libertà che avevo scoperto, senza sacrificare il mio equilibrio personale».

Decide così di iniziare in parallelo all’attività principale, affidandosi all’intuito e sperimentando un settore che, in quegli anni, era ancora agli inizi rispetto alla diffusione attuale.

Con il passare del tempo la nuova professione cresce fino a trasformarsi in qualcosa di più ampio. Oggi Beatrice non lavora soltanto come consulente commerciale online, ma ha fondato una propria academy attraverso la quale forma aspiranti closer e persone interessate a sviluppare competenze spendibili nel mercato digitale.

Un progetto che combina formazione tecnica, coaching e percorsi di crescita personale. Un aspetto, quest’ultimo, che considera fondamentale. «La libertà professionale senza equilibrio interiore non basta», afferma.

Ma se da una parte i social network raccontano spesso il lavoro online come una scorciatoia verso facili guadagni, dall’altra Fadin tiene a prendere le distanze da queste narrazioni. «Non vendo illusioni. Chi pensa di guadagnare migliaia di euro lavorando un’ora al giorno ha sbagliato indirizzo. Per ottenere risultati servono impegno quotidiano, formazione continua e tanta crescita personale».

Secondo la professionista, la differenza la fa soprattutto la mentalità. Costruire un’attività autonoma richiede responsabilità, organizzazione e la capacità di investire sulle proprie competenze. Un approccio che supera la logica del semplice stipendio garantito e punta sulla capacità individuale di generare valore.

Oggi la sua quotidianità è molto diversa rispetto a quella degli anni trascorsi nelle multinazionali della finanza. Vive e lavora da remoto insieme al compagno, anch’egli impegnato nel mondo digitale, alternando attività professionale, viaggi e tempo libero. Una libertà che considera il vero risultato del proprio percorso.

Alla domanda su quale sia il traguardo più importante raggiunto, la risposta non riguarda numeri o fatturati. «Oggi sono felice. Non perché abbia raggiunto un obiettivo economico preciso, ma perché vivo una vita che sento davvero mia».

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