Syensqo ha annunciato oggi la cessazione della produzione di C6O4 nello stabilimento di Spinetta Marengo, ad Alessandria. L’interruzione arriva prima della scadenza del 31 dicembre 2026 prevista dal rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).
Cosa cambia
Secondo l’azienda, il risultato è reso possibile da una nuova tecnologia di polimerizzazione che non richiede più l’impiego di fluorotensioattivi per la produzione della quasi totalità dei fluoropolimeri del sito. Questi materiali sono utilizzati in settori come semiconduttori, energia pulita, sanità e gestione delle risorse.
Il C6O4 è un fluorotensioattivo usato come ausiliario di polimerizzazione nella produzione di alcuni fluoropolimeri. L’azienda lo aveva introdotto a Spinetta Marengo in sostituzione del PFOA dal 2013, in una fase di transizione verso tecnologie senza fluorotensioattivi.
Il perimetro residuo
La produzione cessa, ma l’utilizzo di C6O4 proseguirà solo per quantità residue già presenti nel sito. Riguardano circa l’1% del volume dei prodotti finiti, per i quali Syensqo indica che non esiste al momento un’alternativa tecnologica
La nuova AIA aveva già previsto la cessazione definitiva della produzione di cC6O4 dal 1° gennaio 2027, insieme a limiti sulle emissioni e a un rafforzamento del monitoraggio ambientale.
Il contesto autorizzativo
Il rinnovo dell’AIA introduce per la prima volta limiti specifici alla somma dei PFAS nelle emissioni atmosferiche e valori dedicati per PFOA e PFOS. Per la quasi totalità dei camini interessati, il limite per PFOA e PFOS è previsto in riduzione progressiva fino a 0,1 microgrammi per metro cubo entro il 1° luglio 2030.
Il provvedimento include inoltre prescrizioni sulla tutela delle acque e una Valutazione di Impatto Sanitario.
Le dichiarazioni
“L’uscita dai fluorotensioattivi è un risultato importante, reso possibile dall’impegno delle nostre persone e dai continui investimenti in ricerca e innovazione”, ha dichiarato Francesco Luccisano, Country Manager Italy di Syensqo. Secondo l’azienda, il rinnovo dell’AIA definisce il quadro per proseguire nel miglioramento delle prestazioni ambientali del sito
Punti ancora aperti
La cessazione del C6O4 non equivale alla fine di ogni presenza di PFAS nel processo produttivo: la nuova autorizzazione prevede un percorso graduale di riduzione delle emissioni fino al 2030.
Le associazioni e i comitati locali hanno infatti chiesto misure più rapide, oltre a maggiore trasparenza sui dati ambientali e interventi di bonifica delle aree contaminate.
“Syensqo annuncia la cessazione della produzione di C6O4 a Spinetta Marengo, la nostra lotta no”, sintetizza il Comitato No Solvay. È una notizia importante, ma non lasceremo che Syensqo possa raccontarla semplicemente come frutto dell’innovazione tecnologica e del confronto con istituzione e comunità. Se oggi si arriva a questo risultato, è grazie a chi per anni ha denunciato, organizzato iniziative, raccolto informazioni e costretto azienda e istituzioni a fare i conti con quello che succede a Spinetta“, rivendicano. In ogni caso “Il problema dei PFAS resta, così come resta quello della contaminazione accumulata in decenni di attività industriale. Noi chiediamo lo stop alla produzione e all’utilizzo di tutti i PFAS e la bonifica integrale, dentro e fuori dallo stabilimento”.